Trent’anni di non-carriera: Piero Galli si racconta.

I miei trenta anni di “non-carriera” cinematografica sono iniziati nel 1990, quando avevo 14 anni, con la telecamera che i miei genitori mi hanno regalato (che da anni chiedevo supplicando…). I primi cortometraggi sperimentali sono stati “Bambola assassina”, “L’altro figlio” e “Colui che fosse non fu colui che fu ma fu colui che fosse”. Negli anni seguenti sono state numerose le pellicole (sì, c’erano ancora le pellicole dentro la telecamera!) sono state numerose e, ogni volta, di poco migliori sotto l’aspetto tecnico/formale. Il mio primo mediometraggio è “Flash Pistols il grande punk rock” del 1992, della durata di 35 minuti, scritto dall’amico della scena punk Stefano Guadagni. Con lo stesso amico e con mio cugino Marcello Copetta ho realizzato tra il 1994 e il 1997 due corti della serie “Igor” (“the snake’s revenge” e “scacco polacco”). Il primo film che ho deciso di esportare, uscendo dal limitato cerchio domestico, è “Amicophagus” del 1999, proiettato a Torino alla quarta edizione del Festival del Cinema Trash. Dallo stesso festival, è stato selezionato e proiettato nel 2000 alla prima edizione del ToHorror Festival di Torino. L’allora nota fanzine del trash “Plan 9” ne ha scritto un’ottima recensione. Il successo di “Amicophagus” mi ha spinto a proseguire con il taglio medio, nel 2001, con il film cannibalistico “Gay Holocaust”, osannato ancora a Torino e poi premiato per i migliori effetti speciali all’Independent FantaHorror Festival di Livorno. Nello stesso 2001, insieme a Silvia Cascio, ho realizzato “Mondo Gabber”. Film d’attivismo sociale giovanilistico, che per molti è diventato un cult, è stato premiato con il secondo posto al Turin Trash Festival di Torino. Grande soddisfazione quando nel 2003 a L’Aquila, presso l’Accademia dell’Immagine, viene organizzata da Mauro Rodella e Gianluca Ceresoli la mostra “Piero’s World” dedicata al mio cinema. Nello stesso anno, il mio corto “Scuola di Danza” riceve il premio al concorso Punto.Art del Centro Oratori di Brescia. I film poi, spesso, continuano a vivere e a camminare con le loro gambe, raccogliendo consensi anche ad anni di distanza: il 24 febbraio 2005, a Roma, il mio “Gay Holocaust” è il film scelto come ultima proiezione del fallito Cinema Overlook. Radio Capital dichiara “Gay Holocaust” il peggior film della storia del cinema. Per lo stesso film sono stato citato a pag. 5 del libro di Gordiano Lupi, uscito nel dicembre 2003, intitolato “Cannibal! Il cinema selvaggio di Ruggero Deodato”. Del 2006 è il provocatorio “Sesso Omega” poi proiettato in formato “redux” a Milano nel Museo del Manifesto Cinematografico. Nel 2007 ho concluso il musicarello horror “Apocalypse Glam” che ho realizzato coinvolgendo il mio gruppo glam metal $ex Velvet Ros€. Riscuote un bel successo, nel 2008, il mio cortometraggio “Luno” esposto nello spazio della AAB (associazione artisti bresciani). Nel 2009 una delle più grandi soddisfazioni: a Stoccarda, nel teatro della Jugendhaus Mitte, nell’ambito del Festival della Gioventù dell’UNESCO, dopo un mio spettacolo (sfilata di moda ecologista) viene proiettato “Gay Holocaust”. Il 2010 è l’anno de “Il Gallo di Ramperto”, filmetto dell’oratorio da me scritto, anche se non registicamente firmato, che ha poi vinto a Milano l’International Migration Art Festival ed è stato proiettato a Los Angeles e a New York. Nel 2011 il mio fantascientifico “Vaticano su Marte” è stato proiettato in Bolivia, a Cochabamba, e trasmesso dall’emittente di Stato boliviana ATB, essendo stato girato laggiù, nel deserto di Atacama e nella foresta del Chapare. L’olocaustico “Danke schön Hitler” è del 2014. Nel 2015, all’Expo di Milano, viene trasmesso un corto vincitore del concorso “Dall’Expo al Po” con la mia musica (già trasmessa a Stoccarda) come colonna sonora. Nello stesso anno si parla del mio corto “Luno” nel libro “Percorsi d’arte in Italia” (editore Rubbettino, Roma, pag. 146). Sempre nel 2015 viene proiettato in Australia, alla biennale di Mildura, un mio video per l’artista Camilla Franzoni. Il mio lungometraggio “Podèt”, sulla strage di piazza Loggia e, in generale, sul terrorismo internazionale, è del 2017, ben recensito dalla rivista Nocturno (voto 3 e mezzo su 5). Il 21 aprile 2019 ho presentato a Philadelphia, presso il City House, il lungometraggio pugilistico sentimentale drammatico “Rocki 0”, proiettato il 23 aprile a New Haven, presso la Yale University. Girato nelle stesse location del Rocky di Stallone, anche questo film è stato recensito su Nocturno, con voto 5. Ora sto realizzando il mio primo western, per gran parte da girare in Spagna, sui set di Sergio Leone…

Piero Galli

(Scritto il 19 dicembre 2019 – edito il 10 dicembre 2020, Brescia, zona arancione, per il XXI Festival Intercomunale di Cinema Amatoriale)


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